Epilessia

L’epilessia è una malattia neurologica cronica caratterizzata da una predisposizione a crisi epilettiche ricorrenti, dovute a un’alterazione temporanea dell’attività elettrica cerebrale. Si tratta di una condizione che può manifestarsi a qualsiasi età, ma che colpisce frequentemente l’età evolutiva, con un impatto significativo non solo sul paziente, ma anche sulla famiglia.

Una diagnosi accurata è il primo passo fondamentale e si basa sulla valutazione clinica, sull’elettroencefalogramma (EEG) e, quando indicato, su esami di neuroimaging come la risonanza magnetica cerebrale, utili per identificare eventuali cause strutturali.

Il trattamento dell’epilessia prevede principalmente una terapia farmacologica personalizzata. I farmaci antiepilettici consentono di ottenere un buon controllo delle crisi nella maggior parte dei pazienti. La vera sfida terapeutica è trovare il giusto equilibrio tra il controllo delle crisi e il benessere globale della persona, riducendo al minimo gli effetti collaterali e preservando la qualità di vita.

Nei casi in cui l’epilessia risulti farmacoresistente, possono essere valutate opzioni terapeutiche alternative, come la chirurgia dell’epilessia o tecniche di neuromodulazione, all’interno di percorsi specialistici dedicati.

Crisi focali

Le crisi focali originano da una specifica area del cervello. Possono manifestarsi senza perdita di coscienza, con sintomi come movimenti involontari, formicolii, alterazioni della vista o del linguaggio; o con alterazione o perdita di coscienza, associate a comportamenti automatici e difficoltà di risposta agli stimoli.

Crisi generalizzate

Le crisi generalizzate coinvolgono fin dall’inizio entrambi gli emisferi cerebrali. Possono presentarsi con: perdita di coscienza, irrigidimento e movimenti convulsivi (crisi tonico-cloniche); o brevi assenze, spesso sottovalutate, caratterizzate da una momentanea sospensione dello stato di coscienza (crisi di assenza).

Crisi con manifestazioni motorie e non motorie

Le crisi possono inoltre distinguersi in base ai sintomi predominanti: motorie, con movimenti involontari, rigidità o scosse; non motorie, con alterazioni della percezione, dell’attenzione, delle emozioni o del comportamento.